Tutta la verità sulla ciclabile Tuscolana

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Questo articolo ha lo scopo di illustrare dettagliatamente il progetto della ciclabile di Via Tuscolana, progetto di cui il Settimo Biciclettari è finalmente venuto in possesso. Partiamo dalla fine anziché dall’inizio: o meglio dall’ultima pagina della relazione redatta da Roma Servizi per la Mobilità: il quadro economico dell’opera. Il progetto della ciclabile sulla Tuscolana avrà un costo complessivo che ha raggiunto la cifra record di 685.000 € , più del doppio rispetto all’importo che circolava fino a qualche tempo fa di 350.000 €.

tuscolane

Fig. 1: Elaborato grafico del progetto dell’opera

Come mai questo incremento vertiginoso dei costi? Il sospetto che viene da queste parti è che il progetto sia stato rimaneggiato rispetto alla prima versione con bike-lane (corsia ciclabile non protetta) per le motivazioni che avevamo espresso qui ovvero che la sosta selvaggia avrebbe reso inutilizzabile in poco tempo questa opera. Così a settembre del 2017 è uscita la versione definitiva del progetto (quella in nostro possesso), rivista e corretta. La bike-lane viene utilizzata solo per gli incroci e si torna alla vecchia e cara ciclabile. Così come avevamo preannunciato, quindi, la realizzazione di una bike-lane lungo la Tuscolana non era possibile senza correre il rischio che la sosta selvaggia ne vanificasse la sua funzione (punto 2 dell’articolo del 31 Marzo 2017) . Questa criticità è stata compresa dall’Amministrazione anche grazie al Settimo Biciclettari ma piuttosto che tornare sui propri passi ed investire quei 350 mila euro nella realizzazione dell’Asse degli Acquedotti,  la ciclovia ideata da Settimo Biciclettari grazie a centinaia di cittadini, associazioni, comitati di quartiere, si è preferito perseverare su questa idea scellerata e per portarla avanti c’era solo un’alternativa: farla diventare una ciclabile con un conseguente balzo in alto dei costi di realizzazione che sfiorano i 700 mila euro, una cifra enorme per due (virgola due) chilometri di pista ciclabile.

E come si fa una ciclabile nella consolare più trafficata di Roma? Si mette un cordolo di travertino e tutti gli accorgimenti di questo mondo per mettere in sicurezza il tratto che va dalla fermata della metro Porta Furba – Quadraro fino a Piazza di Cinecittà e viceversa.

Nei tratti protetti dallo spartitraffico posto a ridosso delle fasce di parcheggio, la pista sarà delimitata dalla segnaletica orizzontale di colore bianco (strisce longitudinali da 12cm). In tali tratti la pista ha una carreggiata ampia 1,30m (misurata fra gli assi dei marginatori) con margini laterali ampi 20cm rispetto ai cigli laterali. Pertanto, nei tratti in cui la ciclabile si sviluppa fra l’isola spartitraffico (o la pedana di fermata) e il marciapiede, l’invaso stradale destinato alla ciclabile è ampio 1,70m.

Rispetto alla sezione stradale esistente composta da due corsie, quale impatto avrà la realizzazione della ciclabile? E’ sempre la relazione generale che illustra (fig. 2) come verrà realizzata la ciclabile e indica quali impatti avrà questa opera.

La sezione delle carreggiate di via Tuscolana, utile per gli altri veicoli (unica corsia), è contenuta in circa 6,00m.

carreggiata

Fig. 2: la nuova sezione stradale ad 1 corsia della Tuscolana

 

In sostanza questa consolare passerà da due corsie per senso di marcia ad una sola corsia. In corrispondenza degli innumerevoli incroci della Tuscolana, la ciclabile diventa una bike lane e si torna alle due corsie.

A tratti la pista diviene bike lane (corsia riservata alle biciclette), in particolare in corrispondenza delle intersezioni, dove non è prevista la sosta. La larghezza della fascia ciclabile è di 1,5 m, su ciascun senso di marcia; la sezione delle carreggiate di via Tuscolana utile per gli altri veicoli si riduce, in attestamento, a due corsie di circa 3,70 ciascuna.

Considerazioni finali

La ciclabile sulla Tuscolana (così come la bike lane inizialmente ipotizzata) si basa su una filosofia distorta che cerca di scopiazzare modelli europei all’avanguardia sulla mobilità sostenibile. Questi modelli all’estero vengono applicati con successo in città dove da quarant’anni si lavora per incrementare il trasporto pubblico, per creare una rete ciclabile sovrapponibile e affiancabile a quella stradale, per premiare chi lascia l’automobile a casa, per formare una nuova cultura della sostenibilità a partire dalle giovani leve. Fare una ciclabile di 2 (virgola 2) km sulla via più trafficata e inquinata di Roma è inutile per i ciclisti, costoso per la collettività e sarà fortemente impattante per chi è costretto ogni giorno a prendere l’automobile perché non ha una alternativa valida, efficace, economica rispetto all’uso del trasporto privato.

Il Settimo Biciclettari è convinto che la mobilità sostenibile a Roma non si possa affrontare senza una visione strategica e che la ciclabile sulla Tuscolana sarà un colossale collo di bottiglia che porterà il riversamento del traffico veicolare di questa consolare in vie limitrofe. Questo con pesanti disagi per gli automobilisti e in primis per i residenti.

Tutto questo a discapito di un progetto che continua a restare inascoltato dall’Amministrazione capitolina e municipale: l’Asse degli Acquedotti, un percorso ciclo-pedonale che consentirebbe:

  • di tenere il tracciato ciclo-pedonale lontano dalle automobili, dal traffico e dallo smog;
  • di collegare ben 13 km di città (da Ciampino al Circo Massimo) sfruttando i nostri meravigliosi parchi. 13 km contro 2,2 km;
  • di mettere a sistema tutte le ciclabili esistenti creando una rete di collegamenti in grado di servire tutti i nostri quartieri, anche quelli extra-GRA e dell’ex Municipio IX che, invece, non vengono coinvolti dal progetto della ciclabile della Tuscolana;
  • di valorizzare le nostre bellezze archeologiche e diventare un volano per il commercio e il turismo.

Le motivazioni sopra esposte sarebbero sufficienti per realizzare l’Asse degli Acquedotti anche a costi più alti della ciclabile sulla Tuscolana, ma in realtà il progetto del Settimo Biciclettari è estremamente più economico, sia in termini assoluti (costo complessivo dell’opera), sia in termini di costo a chilometro e soprattutto in termini di recupero dell’investimento per la collettività dal punto di vista dei benefici attesi.

A distanza di un anno dal nostro primo grido di allarme, chiediamo ancora una volta all’Amministrazione di fermare questo sperpero di denaro pubblico che provocherà solo disagi e nessun beneficio tangibile per i cittadini.

 

 

4 pensieri su “Tutta la verità sulla ciclabile Tuscolana

  1. E’ possibile vedere il progetto dell’Asse degli Acquedotti? Esiste un documento analogo a quello della ciclabile Tuscolana che mostri il tracciato dell’Asse? Forse mettendo a confronto i due documenti si avrebbe una visione più chiara e anche i non addetti ai lavori potrebbero capire meglio come stanno le cose.

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  2. Analisi lucida e con evidenze tecniche e non “politiche” della assoluta non funzionalità dell’opera che scontenta tutti ciclisti pedoni e soprattutto traffico che stiamo già assaporando da qualche tempo e che ancora come tutti gli anni diventa caotico e quest’anno anche surreale sotto Natale.
    Volevo aggiungere il tema sicurezza con questi cordoli dagli spigoli vivi che in caso di caduta dei ciclisti ben poco spazio alla fantasia lasciano in termini di pericolosità senza parlare degli incauti pedoni magari anziani che si troveranno a dover attraversare quando non rispetteranno i previsti varchi… ma già siamo divenuti civili rispettosi e responsabili così come avviene nelle capitali europee…. comunque viva l’asse dei parchi unica vera e concreta opera che avrebbe dato un serio contributo alle sacrosante esigenze di percorsi dedicati alle due ruote in città…. forse troppo semplice come disegno … avrebbe avuto sostenitori bipartisan e questo non sarebbe stato accettabile 😅

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  3. finalmente uno che capisce qualcosa no come i soloni del 7 municipio una manica di incompetenti io se ho un rubinetto che perde chiamo l’idraulicono il falegname e per la ciclabile devono ascoltare ciclisti residenti e commercianti

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