Margherita Hack, la biciclettara

Inquinamento, mobilità, Trasporto pubblico, Vivo SOSTENIBILE

Due dei maggiori problemi del nostro mondo supertecnologico, ma anche di tutto il pianeta, sono l’inquinamento e la crescente richiesta di fonti energetiche. Una propaganda per una maggior diffusione della bicicletta come normale mezzo di trasporto e non solo come svago potrebbe dare un grande contributo alla soluzione di un problema che mette in pericolo la nostra salute e addirittura la vita sulla Terra.

Le nostre città diventano sempre più estese, sottraendo spazio alla campagna e all’habitat naturale di tanti animali. […]

Da ciclista “verde” ho sempre sentito come molto importante il problema dell’ambiente, che è strettamente legato alla legalità, e giorno e notte, soprattutto di notte, mi capita di rimuginare tutti i discorsi e i problemi sollevati dagli intervistatori.

Come dovrebbe essere una città moderna rispettosa dell’ecosistema e dei suoi cittadini? Cosa dovrebbe fare un sindaco lungimirante? Io credo che si dovrebbe favorire la costruzione di metropolitane leggere, di superficie, per colmare le lunghe distanze fra i paesi limitrofi, o le periferie, e il centro cittadino. Bisogna allestire poi spazi per le biciclette dei passeggeri che sono affezionati al loro mezzo e non amano usarne uno pubblico, in modo che possano utilizzarle in città.

Prevedere comunque anche biciclette comunali ai capolinea dei mezzi pubblici (intermodalità n.d.r.), su cui chi vuole possa trasbordare per gli spostamenti cittadini. […]

Naturalmente chiudere completamente ampie aree centrali ad auto e motorini, costruendo ampi parcheggi – possibilmente gratuiti, o con abbonamenti economici per i pendolari -, al confine con la zona demotorizzata. Scuole, fabbriche e uffici di nuova edificazione dovrebbero sempre prevedere spazi per parcheggiare le biciclette. […]

Ma non basta: le piste ciclabili dovrebbero costituire una rete capillare come lo sono oggi le autostrade. […]

A tutto questo un sindaco rispettoso dell’ambiente dovrebbe aggiungere una maggiore attenzione alla conservazione del verde esistente e un forte incremento di nuovi alberi, invece di abbatterne alcuni secolari, come spesso succede, per far posto alle macchine.

Questo scriveva nel 2011 l’astrofisica e biciclettara Margherita Hack (Firenze, 12 giugno 1922 – Trieste, 29 giugno 2013).

Grazie, cara Margherita, per aver avvicinato la scienza alle stelle e l’uomo alla terra.

Dario Piermarini

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Settimo Biciclettari a Presa Diretta (Rai 3)

Asse Acquedotti, Inquinamento, mobilità, Mobilità romana, Parco degli Acquedotti, Trasporto pubblico, Tusco-lane

Riccardo Iacona, nella puntata del 8/1/2018, affronta nel suo programma Presa Diretta il tema della mobilità sostenibile. Lo fa partendo dalle best-practice europee per arrivare ai modelli virtuosi dell’Italia come la bicipolitana del Comune di Pesaro. Iacona racconta come la bicicletta possa rilanciare l’economia e il turismo, migliorare la nostra qualità di vita e svelare la bellezza dei nostri centri storici ora ricoperti da un tappeto di automobili.

Impossibile non parlare di Roma, una delle città più belle del mondo e con un patrimonio artistico e archeologico da fare invidia ad ogni Nazione. Come sta messa la Capitale sul fronte della mobilità? Decisamente male e lo dicono tutte le più importanti associazioni che si occupano di mobilità sostenibile. Lo dice Legambiente, Salvaiciclisti, tante associazioni di categoria e lo dice anche il Settimo Biciclettari. Purtroppo l’attuale Amministrazione non sta affrontando con il coraggio che aveva promesso il cambiamento di passo sul tema della mobilità: lo dimostra il collasso del trasporto pubblico e le opere controverse già realizzate o in via di realizzazione come il tunnel di Santa Bibiana o il progetto di una  bike-lane di appena un paio di chilometri sulla Via Tuscolana.

Nel frattempo, progetti di qualità e di grande impatto come l’Asse degli Acquedotti del Settimo Biciclettari, restano chiusi in un cassetto nonostante l’interesse dei cittadini (che l’hanno fatto nascere dal basso) e quello della stampa, come testimonia questo servizio di Riccardo Iacona sull’Asse degli Acquedotti.

In questo video la parte della trasmissione in cui si parla del Settimo Biciclettari:

 

Sciopero ATAC: risultati del sondaggio

Inquinamento, mobilità, Trasporto pubblico

Alcuni giorni fa, in occasione dello sciopero dell’ATAC, abbiamo chiesto attraverso i canali social del Settimo Biciclettari di indicarci come avete gestito gli spostamenti. Un sondaggio informale, senza alcuna pretesa di rigore scientifico, che ci ha consentito di capire come si organizzano in caso di sciopero dei trasporti pubblici gli amici che seguono il Settimo Biciclettari e se l’alternativa è ancora l’automobile oppure viene presa in considerazione la mobilità sostenibile.

Va fatta una premessa: il pubblico del Settimo Biciclettari è particolarmente attento ai temi della sostenibilità e quindi rappresenta la “parte nobile” degli utenti della strada; utenti che privilegiano l’utilizzo dei servizi pubblici e che ricorrono all’automobile o allo scooter solo quando non ci sono altre alternative. Per questo è stato utile lanciare il sondaggio in uno dei giorni neri del servizio pubblico.

Partiamo dalla partecipazione: in 48 ore avete risposto in più di 110 persone e questo è già un successo. (qui è ancora possibile rispondere al questionario che resterà online per tutta la settimana). Entrando nel merito dei risultati, la risposta per il 16,9% degli intervistati è stata la bici, ma questo è un dato atteso considerando appunto l’utenza a cui il Settimo Biciclettari si rivolge.

Subito a seguire con il 16,1% delle risposte, viene confermato il rapporto di odio-amore dei romani con l’ATAC: molti si sono mossi prima o dopo lo sciopero, altri hanno utilizzato i pochi mezzi pubblici di superficie che circolavano e che non hanno aderito.

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Sommario del sondaggio del Settimo Biciclettari

Lo scooter rappresenta sempre una fetta molto importante del trasporto privato con il 14,4% delle risposte, mentre ben il 13,6% delle persone ha preferito muoversi a piedi, una utenza che il Settimo Biciclettari ha etichettato come “superman” in una città che fa di tutto per ostacolare e rendere poco gradevole il percorso dei pedoni.

Arrivando alla nota dolente: il trasporto privato. Quasi il 24% degli intervistati ha utilizzato la propria automobile in occasione dello sciopero. Il 12,7% l’ha utilizzata come fa solitamente a cui si è aggiunto un ulteriore 11% che l’ha presa soltanto per sopperire a questa giornata di caos del trasporto pubblico.

Il premio del Settimo Biciclettari va indubbiamente ad un intervistato che alla domanda “Quale mezzo di trasposto hai utilizzato oggi?” ha risposto: sono rimasta a dormire nel divano dell’ufficio. La mobilità più sostenibile è sicuramente l’immobilità e questo utente l’ha applicata a dovere.

 

SPQR

Inquinamento, mobilità

S.P.Q.R. ovvero Strane Persone Questi Romani.

Strana gente i romani. Per decenni sotto scacco di una politica sulla mobilità incentrata sul trasporto privato che ha trasformato questa città in un gigantesco contenitore di lamiere su quattro ruote e smog.

Per decenni abbiamo passivamente accettato lo smantellamento di una rete tranviaria  che, fino agli anni Cinquanta, faceva invidia al resto d’Italia. Abbiamo assistito ad una politica che per risolvere il problema del traffico costruiva nuove strade; quella stessa politica che affermava in tempi non lontani che “i ciclisti rappresentano un pericolo per gli automobilisti”.

Poi, improvvisamente, i romani si sono rotti le balle.

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E così, dopo aver atteso dieci anni per la costruzione di un attraversamento pedonale per il GRA, il sottopasso ciclopedonale i cittadini se lo sono fatti da soli, lo usano frequentemente e ringraziano i Sette Nani che l’hanno realizzato anziché lo Stato che aveva il compito di tutelare la sicurezza degli utenti più deboli della strada.

Altro esempio in Via Albalonga, dove i residenti domani scenderanno in piazza per chiedere (udite udite) il rispetto delle regole: porre fine alla sosta selvaggia rendendo definitiva una soluzione nata in via sperimentale ma che ai cittadini piace perché ostacola la sosta selvaggia.

Senza dimenticare l’iniziativa del prossimo 12 Marzo in cui un centinaio di associazioni e comitati di quartiere faranno una pedalata per sostenere il Tram dei Parchi, un progetto (anche questo) fermo da dieci anni per la realizzazione di una linea tranviaria che, partendo da Saxa Rubra, colleghi tutto il quadrante est di Roma. Un progetto che ha già superato i pareri di fattibilità tecnica di ATAC e che attende solo una nuova visione politica della mobilità per Roma.

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Ci troviamo di fronte ad una fase epocale per Roma e per il suo futuro: viviamo un momento storico in cui i cittadini si stanno battendo per un cambiamento radicale della città, una inversione di tendenza rispetto alla spirale autodistruttrice che, dal Dopoguerra ad oggi, ha collassato il trasposto pubblico e ha portato l’inquinamento dell’aria a livelli intollerabili per la salute.

Qualcuno diceva che un popolo che non si ribella è un popolo senza dignità e allora viva la dignità di chi si ribella alle auto sull’Appia Antica, la dignità dei comitati di quartiere, delle associazioni di volontari, dei retaker che si ribellano al degrado dei parchi, all’inciviltà e che ridanno decoro agli spazi pubblici.

Viva la dignità di chi si ribella ad una città pensata per le auto e non per le persone, di chi si oppone ad una periferia concepita solo come “quartiere dormitorio”, che ridisegna gli spazi pubblici per renderli luoghi di aggregazione e non di abbandono. La dignità di chi è stanco di vedere un consumo scellerato del territorio e del verde.

Ed infine, permettetemi di dirlo, viva la dignità di chi in questa città deturpata dal traffico sceglie ogni giorno di prendere la bici o i mezzi pubblici, ribellandosi ad uno stile di vita non più sostenibile.

Strane Persone Questi Romani (SPQR)… ma la Storia insegna a non prenderli troppo sotto gamba.

Dario Piermarini – Coordinatore del Settimo Biciclettari 

 

Allarme smog nel VII Municipio

Inquinamento

Complice la situazione atmosferica e le scarse piogge di questi mesi, nel VII Municipio l’aria è diventata irrespirabile a causa dello smog. Il Comune di Roma si è attivato con le consuete misure d’emergenza ovvero il palliativo delle targhe alterne.

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A lanciare l’allarme è Legambiente Lazio che in questo articolo conferma la drammaticità della situazione:

http://www.legambientelazio.it/blitz-no-allo-smog-di-legambiente-a-roma-il-2015-con-aria-peggiore-degli-ultimi-4-anni/

Noi del Settimo Biciclettari – grazie all’analisi degli open-data ovvero ai dati che l’amministrazione capitolina deve obbligatoriamente fornire ai cittadini in formato aperto – siamo andati a studiare le rilevazioni fatte dalle centraline romane ed è emerso un dato ancora più drammatico nel VII Municipio: siamo la zona di Roma in cui i livelli di PM10 (le famigerate polveri sottili) sono più gravi.

ARPA Lazio fissa il limite di PM10 a 50; questo è quello che è stato raccolto dalla centralina di Cinecittà in questi giorni:

  • Centralina Cinecittà – 21/12/2015  –  75   (peggior dato rilevato a Roma);
  • Centralina Cinecittà – 22/12/2015  –  88   (peggior dato rilevato a Roma);
  • Centralina Cinecittà – 23/12/2015  –  96   (peggior dato rilevato a Roma);
  • Centralina Cinecittà – 24/12/2015  –  92  (peggior dato rilevato a Roma);

Viviamo in una camera a gas. Nel VII Municipio il livello di inquinamento è quasi doppio rispetto ai livelli di guardia stabiliti. Se a Roma la situazione è diventata preoccupante, l’aria nel VII Municipio è diventata irrespirabile e la maglia nera della centralina di Cinecittà lo conferma.

Non si può continuare in questo modo: le conseguenze per la nostra salute sono e saranno sempre più gravi. E’ necessario ripensare in maniera seria alla mobilità e al trasporto urbano. Il Settimo Biciclettari, i comitati di quartiere, le associazioni sportive, culturali, politiche del VII Municipio sono pronte a fare la loro parte ma l’Amministrazione comunale deve varare misure serie, incentivando la mobilità sostenibile nelle periferie attraverso le infrastrutture e favorendo l’intermodalità (metro A + bus + bici). Purtroppo, anche su questo fronte, il Settimo Municipio continua ad essere abbandonato, orfano della propria Amministrazione e senza le dovute attenzioni riservate agli altri Municipi.

Il Settimo Biciclettari continuerà a monitorare con attenzione e preoccupazione la situazione delle polveri sottili. Stiamo anche organizzando, in collaborazione con altre realtà del nostro Municipio, delle iniziative di protesta a tal proposito.

Se non rimettono al centro il tema delle periferie, le periferie andranno al centro per farsi ascoltare.

Un saluto,

Dario Piermarini – Coordinatore Settimo Biciclettari