Settimo Biciclettari a Presa Diretta (Rai 3)

Asse Acquedotti, Inquinamento, mobilità, Mobilità romana, Parco degli Acquedotti, Trasporto pubblico, Tusco-lane

Riccardo Iacona, nella puntata del 8/1/2018, affronta nel suo programma Presa Diretta il tema della mobilità sostenibile. Lo fa partendo dalle best-practice europee per arrivare ai modelli virtuosi dell’Italia come la bicipolitana del Comune di Pesaro. Iacona racconta come la bicicletta possa rilanciare l’economia e il turismo, migliorare la nostra qualità di vita e svelare la bellezza dei nostri centri storici ora ricoperti da un tappeto di automobili.

Impossibile non parlare di Roma, una delle città più belle del mondo e con un patrimonio artistico e archeologico da fare invidia ad ogni Nazione. Come sta messa la Capitale sul fronte della mobilità? Decisamente male e lo dicono tutte le più importanti associazioni che si occupano di mobilità sostenibile. Lo dice Legambiente, Salvaiciclisti, tante associazioni di categoria e lo dice anche il Settimo Biciclettari. Purtroppo l’attuale Amministrazione non sta affrontando con il coraggio che aveva promesso il cambiamento di passo sul tema della mobilità: lo dimostra il collasso del trasporto pubblico e le opere controverse già realizzate o in via di realizzazione come il tunnel di Santa Bibiana o il progetto di una  bike-lane di appena un paio di chilometri sulla Via Tuscolana.

Nel frattempo, progetti di qualità e di grande impatto come l’Asse degli Acquedotti del Settimo Biciclettari, restano chiusi in un cassetto nonostante l’interesse dei cittadini (che l’hanno fatto nascere dal basso) e quello della stampa, come testimonia questo servizio di Riccardo Iacona sull’Asse degli Acquedotti.

In questo video la parte della trasmissione in cui si parla del Settimo Biciclettari:

 

Ground Zero della mobilità sostenibile

Asse Acquedotti, mobilità, Mobilità romana, Trasporto pubblico

Esattamente un anno fa, il Settimo Biciclettari e tutte le realtà romane che si occupano di mobilità sostenibile, erano state convocate nel primo incontro della Commissione Mobilità appena insediata.

Da parte di tutte le Associazioni c’era la voglia di creare un confronto costruttivo con la nuova Amministrazione che si era spesa in campagna elettorale in maniera così decisa a favore della mobilità sostenibile. All’incontro erano presenti, per la neo Giunta, Il Presidente della Commissione Stefàno, il consigliere Calabresi e l’Assessora Meleo.

Ricordo lo stupore di noi partecipanti quando, a seguito di ogni intervento delle realtà territoriali venute da tutta Roma, c’era la replica di un membro della Commissione che puntualmente superava le istanze dei cittadini e degli utenti della strada.

Ad ogni progetto di mobilità sostenibile nato dal basso come l’Asse degli Acquedotti veniva contrapposto un progetto ben più ambizioso che avrebbe posto in essere la neo Giunta pentastellata. Noi poveri attivisti, per la prima volta, non ci ritrovavamo più di fronte ad una Amministrazione matrigna con cui scontrarsi ma ad una fata buona a cui chiedere 10 per avere 100.

E così quelle poche energie civiche messe in campo per costruire dei progetti di mobilità sostenibile a basso costo venivano spazzate via di fronte alla promessa di bike-sharing, velostazioni e bike-lane come se piovesse. E’ passato un anno, la pioggia non è arrivata dal cielo e neanche le promesse che erano state fatte quel caldo 31 agosto di un anno fa. La nomina del Bike Manager, Paolo Bellino, ufficializzata proprio in occasione di quel primo incontro e salutata da molti attivisti come una rivoluzione per la mobilità romana, in realtà è durata pochi mesi senza produrre risultati e non si conoscono ancora le reali motivazioni delle dimissioni.

Possiamo dire di essere stati un anno fermi? No. Siamo tornati, in realtà, indietro. Quel 31 Agosto del 2016 è una sorta di Ground Zero della ciclabilità romana. Le promesse elettorali fatte di una mobilità nuova in linea con i livelli europei ha creato degli attriti all’interno di tutte le associazioni tra chi riteneva possibile raggiungere questo obiettivo con un unico balzo grazie ad una nuova Amministrazione “amica” e chi, al contrario, continuava a richiedere più pragmaticamente la salvaguardia delle progettualità esistenti, senza dover andare ogni volta a reinventare la ruota (della bicicletta). Il progetto del GRAB, la sua estensione attraverso l’Asse degli Acquedotti, il regolamento per le affissioni pubbliche con il bike-sharing e tanti altri progetti portati avanti con fatica e tenacia dalle associazioni erano (e sono) la strada giusta per affrontare il tema della mobilità sostenibile a Roma. Si è preferito, invece, affossare volutamente queste progettualità e con esse si è spento l’entusiasmo che le alimentava. Perché chiedere con forza un tracciato ciclo-pedonale che passa nei parchi se qualcuno promette chilometri e chilometri di bike-lane in tutta Roma? Se ti prometto di trasformare Roma in Amsterdam perché devi accontentarti di Roma con qualche ammennicolo in più?

Un anno è passato e di questi chilometri di bike-lane promessi non si è visto neanche un centimetro ma chi conosce bene questa città sa che è del tutto normale. Roma non è stata costruita in un giorno e neanche la sua mobilità cambierà così rapidamente. Servono progetti concreti, serve fare educazione stradale, serve migliorare il trasporto pubblico e serve mettere a sistema tutte queste cose. Questo richiede competenze, investimenti e tempo: tutte cose che sono mancate finora.

Non si tratta di muovere critiche nei confronti della Sindaca Raggi perché a valutare il suo operato – anche sul tema della mobilità – spetterà ai cittadini. Questo è un appello a tutte le realtà associative, Settimo Biciclettari in primis, per ritrovare quello spirito critico, antagonista cioé di una forza che si oppone allo status quo della mobilità romana. Rimettiamo un attimo un attimo i piedi a terra, ritroviamo le nostre vecchie strade e torniamo a ripercorrerle.

Un caro saluto,

Dario Piermarini
  Coordinatore del Settimo Biciclettari
  twitter: @viibiciclettari