Ground Zero della mobilità sostenibile

Asse Acquedotti, mobilità, Mobilità romana, Trasporto pubblico

Esattamente un anno fa, il Settimo Biciclettari e tutte le realtà romane che si occupano di mobilità sostenibile, erano state convocate nel primo incontro della Commissione Mobilità appena insediata.

Da parte di tutte le Associazioni c’era la voglia di creare un confronto costruttivo con la nuova Amministrazione che si era spesa in campagna elettorale in maniera così decisa a favore della mobilità sostenibile. All’incontro erano presenti, per la neo Giunta, Il Presidente della Commissione Stefàno, il consigliere Calabresi e l’Assessora Meleo.

Ricordo lo stupore di noi partecipanti quando, a seguito di ogni intervento delle realtà territoriali venute da tutta Roma, c’era la replica di un membro della Commissione che puntualmente superava le istanze dei cittadini e degli utenti della strada.

Ad ogni progetto di mobilità sostenibile nato dal basso come l’Asse degli Acquedotti veniva contrapposto un progetto ben più ambizioso che avrebbe posto in essere la neo Giunta pentastellata. Noi poveri attivisti, per la prima volta, non ci ritrovavamo più di fronte ad una Amministrazione matrigna con cui scontrarsi ma ad una fata buona a cui chiedere 10 per avere 100.

E così quelle poche energie civiche messe in campo per costruire dei progetti di mobilità sostenibile a basso costo venivano spazzate via di fronte alla promessa di bike-sharing, velostazioni e bike-lane come se piovesse. E’ passato un anno, la pioggia non è arrivata dal cielo e neanche le promesse che erano state fatte quel caldo 31 agosto di un anno fa. La nomina del Bike Manager, Paolo Bellino, ufficializzata proprio in occasione di quel primo incontro e salutata da molti attivisti come una rivoluzione per la mobilità romana, in realtà è durata pochi mesi senza produrre risultati e non si conoscono ancora le reali motivazioni delle dimissioni.

Possiamo dire di essere stati un anno fermi? No. Siamo tornati, in realtà, indietro. Quel 31 Agosto del 2016 è una sorta di Ground Zero della ciclabilità romana. Le promesse elettorali fatte di una mobilità nuova in linea con i livelli europei ha creato degli attriti all’interno di tutte le associazioni tra chi riteneva possibile raggiungere questo obiettivo con un unico balzo grazie ad una nuova Amministrazione “amica” e chi, al contrario, continuava a richiedere più pragmaticamente la salvaguardia delle progettualità esistenti, senza dover andare ogni volta a reinventare la ruota (della bicicletta). Il progetto del GRAB, la sua estensione attraverso l’Asse degli Acquedotti, il regolamento per le affissioni pubbliche con il bike-sharing e tanti altri progetti portati avanti con fatica e tenacia dalle associazioni erano (e sono) la strada giusta per affrontare il tema della mobilità sostenibile a Roma. Si è preferito, invece, affossare volutamente queste progettualità e con esse si è spento l’entusiasmo che le alimentava. Perché chiedere con forza un tracciato ciclo-pedonale che passa nei parchi se qualcuno promette chilometri e chilometri di bike-lane in tutta Roma? Se ti prometto di trasformare Roma in Amsterdam perché devi accontentarti di Roma con qualche ammennicolo in più?

Un anno è passato e di questi chilometri di bike-lane promessi non si è visto neanche un centimetro ma chi conosce bene questa città sa che è del tutto normale. Roma non è stata costruita in un giorno e neanche la sua mobilità cambierà così rapidamente. Servono progetti concreti, serve fare educazione stradale, serve migliorare il trasporto pubblico e serve mettere a sistema tutte queste cose. Questo richiede competenze, investimenti e tempo: tutte cose che sono mancate finora.

Non si tratta di muovere critiche nei confronti della Sindaca Raggi perché a valutare il suo operato – anche sul tema della mobilità – spetterà ai cittadini. Questo è un appello a tutte le realtà associative, Settimo Biciclettari in primis, per ritrovare quello spirito critico, antagonista cioé di una forza che si oppone allo status quo della mobilità romana. Rimettiamo un attimo un attimo i piedi a terra, ritroviamo le nostre vecchie strade e torniamo a ripercorrerle.

Un caro saluto,

Dario Piermarini
  Coordinatore del Settimo Biciclettari
  twitter: @viibiciclettari
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Sciopero ATAC: risultati del sondaggio

Inquinamento, mobilità, Trasporto pubblico

Alcuni giorni fa, in occasione dello sciopero dell’ATAC, abbiamo chiesto attraverso i canali social del Settimo Biciclettari di indicarci come avete gestito gli spostamenti. Un sondaggio informale, senza alcuna pretesa di rigore scientifico, che ci ha consentito di capire come si organizzano in caso di sciopero dei trasporti pubblici gli amici che seguono il Settimo Biciclettari e se l’alternativa è ancora l’automobile oppure viene presa in considerazione la mobilità sostenibile.

Va fatta una premessa: il pubblico del Settimo Biciclettari è particolarmente attento ai temi della sostenibilità e quindi rappresenta la “parte nobile” degli utenti della strada; utenti che privilegiano l’utilizzo dei servizi pubblici e che ricorrono all’automobile o allo scooter solo quando non ci sono altre alternative. Per questo è stato utile lanciare il sondaggio in uno dei giorni neri del servizio pubblico.

Partiamo dalla partecipazione: in 48 ore avete risposto in più di 110 persone e questo è già un successo. (qui è ancora possibile rispondere al questionario che resterà online per tutta la settimana). Entrando nel merito dei risultati, la risposta per il 16,9% degli intervistati è stata la bici, ma questo è un dato atteso considerando appunto l’utenza a cui il Settimo Biciclettari si rivolge.

Subito a seguire con il 16,1% delle risposte, viene confermato il rapporto di odio-amore dei romani con l’ATAC: molti si sono mossi prima o dopo lo sciopero, altri hanno utilizzato i pochi mezzi pubblici di superficie che circolavano e che non hanno aderito.

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Sommario del sondaggio del Settimo Biciclettari

Lo scooter rappresenta sempre una fetta molto importante del trasporto privato con il 14,4% delle risposte, mentre ben il 13,6% delle persone ha preferito muoversi a piedi, una utenza che il Settimo Biciclettari ha etichettato come “superman” in una città che fa di tutto per ostacolare e rendere poco gradevole il percorso dei pedoni.

Arrivando alla nota dolente: il trasporto privato. Quasi il 24% degli intervistati ha utilizzato la propria automobile in occasione dello sciopero. Il 12,7% l’ha utilizzata come fa solitamente a cui si è aggiunto un ulteriore 11% che l’ha presa soltanto per sopperire a questa giornata di caos del trasporto pubblico.

Il premio del Settimo Biciclettari va indubbiamente ad un intervistato che alla domanda “Quale mezzo di trasposto hai utilizzato oggi?” ha risposto: sono rimasta a dormire nel divano dell’ufficio. La mobilità più sostenibile è sicuramente l’immobilità e questo utente l’ha applicata a dovere.