Tutti pazzi per l’Asse degli Acquedotti

Asse Acquedotti, Mobilità romana, Parco Caffarella, Parco degli Acquedotti, Parco di Tor Fiscale

Acquedotto ClaudioSabato mattina, 8 Settembre 2018, circa duecento persone si sono date appuntamento al Parco degli Acquedotti per chiedere con forza la realizzazione dell’Asse degli Acquedotti, la ciclovia di ben 13 km in grado di collegare la periferia al centro della città grazie ai parchi della Caffarella, Tor Fiscale e Acquedotti.

Non solo appassionati delle due ruote ma tante, tantissime persone convinte che il progetto dell’Asse degli Acquedotti possa rappresentare una piccola rivoluzione per quanto riguarda la mobilità nuova di Roma. Una rivoluzione gentile dal punto di vista del ciclo-turismo e delle politiche per ridurre gli spostamenti sui mezzi privati e l’inquinamento.

Alcune immagini della giornata di ieri

Descrive compiutamente le emozioni della giornata che abbiamo trascorso tutti quanti insieme questa poesia di Marazico, al secolo Andrea Reali, che ha partecipato con noi alla pedalata:

[La bicicletta]

Quanno pedalo sulla bicicletta
me vengono più facili i pensieri.
Sarà perché dimentico la fretta,
prendono forma sogni e desideri.

E mentre l’aria soffia nei polmoni
trovo risposte e invento soluzioni.

Marazico – 2018 ©

Doveroso ringraziare il popolo del Settimo Biciclettari che, giorno dopo giorno, cresce sempre di più e ci sostiene in tutte le nostre iniziative.

Un applauso ai miei compagni di brigata per l’organizzazione impeccabile. La giornata di ieri non sarebbe stata possibile senza: Claudia Gabrielli, Sabina Gatti, Ilaria Latini, Paolo Gabrielli, Cristiano Di Francia, Salvatore Settimi, Carlo Consolini, Debora Piermarini, Emos Gabrielli, Fabrizio Gallucci.

Come tutte le grandi idee, l’Asse degli Acquedotti cammina con le gambe di realtà che operano sul territorio e per il territorio. Hanno contribuito all’evento di ieri e sostengono il progetto dell’Asse degli Acquedotti:

  •  I Volontari del Parco degli Acquedotti – Il Presidente Luciano Di Vico (biciclettaro doc) e tutti i volontari del parco hanno messo in sicurezza il tracciato ciclo-pedonale che collega il Parco degli Acquedotti con quello di Tor Fiscale. Il nostro obiettivo è quello di rendere questo percorso completamente sicuro, segnalato e illuminato;
  •  L’Associazione La Torre del Fiscale – Gloria Mazzamati è stata la nostra guida d’eccezione una volta entrati nel Parco di Tor Fiscale. La ringraziamo a nome dei biciclettari anche per l’ospitalità al Ristoro del Fiscale , dove abbiamo mangiato un’ottima amatriciana tra gli archi dell’Acquedotto Felice;
  • Il Parco Regionale Appia Antica – Grazie alla direttrice del Parco, Alma Rossi, per il sostegno all’Asse degli Acquedotti e per aver incontrato tutti i biciclettari del VIIB alla Caffarella. Un applauso ai Guardia Parco per aver garantito il percorso della lunghissima carovana nei tratti non sicuri (Via Demetriade, attraversamento Appia Nuova, Via dell’Almone). La nostra speranza è poter arrivare alla Caffarella anche con bambini e famiglie, senza dover rischiare la vita attraversando l’Appia Nuova o percorrendo Via dell’Almone. Un ringraziamento speciale a Pasquale Grella dell’Ente Parco che ripercorre la storia millenaria dei luoghi che visitiamo (grazie per l’infinita e rassegnata disponibilità);
  • La trasmissione “Voci di Roma” – Leo Marrani ha seguito, insieme alla troupe della RAI, tutta la manifestazione, aiutandoci anche con i comunicati stampa e la parte media (i biciclettari sono poco esperti in questo). A breve pubblicheremo anche i video della giornata e il servizio del TG-Regionale nella edizione delle 19,30.
  • Il blogger e poeta Marazico che nella giornata di ieri era il biciclettaro Andrea Reali e ci ha seguito alla scoperta del tracciato dell’Asse degli Acquedotti.

Il Settimo Biciclettari continuerà a lottare affinché la giornata di ieri possa realizzarsi 365 giorni l’anno grazie all’Asse degli Acquedotti.

Con tenacia,

Dario Piermarini

Coordinatore del Settimo Biciclettari 

Tutta la verità sulla ciclabile Tuscolana

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Questo articolo ha lo scopo di illustrare dettagliatamente il progetto della ciclabile di Via Tuscolana, progetto di cui il Settimo Biciclettari è finalmente venuto in possesso. Partiamo dalla fine anziché dall’inizio: o meglio dall’ultima pagina della relazione redatta da Roma Servizi per la Mobilità: il quadro economico dell’opera. Il progetto della ciclabile sulla Tuscolana avrà un costo complessivo che ha raggiunto la cifra record di 685.000 € , più del doppio rispetto all’importo che circolava fino a qualche tempo fa di 350.000 €.

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Fig. 1: Elaborato grafico del progetto dell’opera

Come mai questo incremento vertiginoso dei costi? Il sospetto che viene da queste parti è che il progetto sia stato rimaneggiato rispetto alla prima versione con bike-lane (corsia ciclabile non protetta) per le motivazioni che avevamo espresso qui ovvero che la sosta selvaggia avrebbe reso inutilizzabile in poco tempo questa opera. Così a settembre del 2017 è uscita la versione definitiva del progetto (quella in nostro possesso), rivista e corretta. La bike-lane viene utilizzata solo per gli incroci e si torna alla vecchia e cara ciclabile. Così come avevamo preannunciato, quindi, la realizzazione di una bike-lane lungo la Tuscolana non era possibile senza correre il rischio che la sosta selvaggia ne vanificasse la sua funzione (punto 2 dell’articolo del 31 Marzo 2017) . Questa criticità è stata compresa dall’Amministrazione anche grazie al Settimo Biciclettari ma piuttosto che tornare sui propri passi ed investire quei 350 mila euro nella realizzazione dell’Asse degli Acquedotti,  la ciclovia ideata da Settimo Biciclettari grazie a centinaia di cittadini, associazioni, comitati di quartiere, si è preferito perseverare su questa idea scellerata e per portarla avanti c’era solo un’alternativa: farla diventare una ciclabile con un conseguente balzo in alto dei costi di realizzazione che sfiorano i 700 mila euro, una cifra enorme per due (virgola due) chilometri di pista ciclabile.

E come si fa una ciclabile nella consolare più trafficata di Roma? Si mette un cordolo di travertino e tutti gli accorgimenti di questo mondo per mettere in sicurezza il tratto che va dalla fermata della metro Porta Furba – Quadraro fino a Piazza di Cinecittà e viceversa.

Nei tratti protetti dallo spartitraffico posto a ridosso delle fasce di parcheggio, la pista sarà delimitata dalla segnaletica orizzontale di colore bianco (strisce longitudinali da 12cm). In tali tratti la pista ha una carreggiata ampia 1,30m (misurata fra gli assi dei marginatori) con margini laterali ampi 20cm rispetto ai cigli laterali. Pertanto, nei tratti in cui la ciclabile si sviluppa fra l’isola spartitraffico (o la pedana di fermata) e il marciapiede, l’invaso stradale destinato alla ciclabile è ampio 1,70m.

Rispetto alla sezione stradale esistente composta da due corsie, quale impatto avrà la realizzazione della ciclabile? E’ sempre la relazione generale che illustra (fig. 2) come verrà realizzata la ciclabile e indica quali impatti avrà questa opera.

La sezione delle carreggiate di via Tuscolana, utile per gli altri veicoli (unica corsia), è contenuta in circa 6,00m.

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Fig. 2: la nuova sezione stradale ad 1 corsia della Tuscolana

 

In sostanza questa consolare passerà da due corsie per senso di marcia ad una sola corsia. In corrispondenza degli innumerevoli incroci della Tuscolana, la ciclabile diventa una bike lane e si torna alle due corsie.

A tratti la pista diviene bike lane (corsia riservata alle biciclette), in particolare in corrispondenza delle intersezioni, dove non è prevista la sosta. La larghezza della fascia ciclabile è di 1,5 m, su ciascun senso di marcia; la sezione delle carreggiate di via Tuscolana utile per gli altri veicoli si riduce, in attestamento, a due corsie di circa 3,70 ciascuna.

Considerazioni finali

La ciclabile sulla Tuscolana (così come la bike lane inizialmente ipotizzata) si basa su una filosofia distorta che cerca di scopiazzare modelli europei all’avanguardia sulla mobilità sostenibile. Questi modelli all’estero vengono applicati con successo in città dove da quarant’anni si lavora per incrementare il trasporto pubblico, per creare una rete ciclabile sovrapponibile e affiancabile a quella stradale, per premiare chi lascia l’automobile a casa, per formare una nuova cultura della sostenibilità a partire dalle giovani leve. Fare una ciclabile di 2 (virgola 2) km sulla via più trafficata e inquinata di Roma è inutile per i ciclisti, costoso per la collettività e sarà fortemente impattante per chi è costretto ogni giorno a prendere l’automobile perché non ha una alternativa valida, efficace, economica rispetto all’uso del trasporto privato.

Il Settimo Biciclettari è convinto che la mobilità sostenibile a Roma non si possa affrontare senza una visione strategica e che la ciclabile sulla Tuscolana sarà un colossale collo di bottiglia che porterà il riversamento del traffico veicolare di questa consolare in vie limitrofe. Questo con pesanti disagi per gli automobilisti e in primis per i residenti.

Tutto questo a discapito di un progetto che continua a restare inascoltato dall’Amministrazione capitolina e municipale: l’Asse degli Acquedotti, un percorso ciclo-pedonale che consentirebbe:

  • di tenere il tracciato ciclo-pedonale lontano dalle automobili, dal traffico e dallo smog;
  • di collegare ben 13 km di città (da Ciampino al Circo Massimo) sfruttando i nostri meravigliosi parchi. 13 km contro 2,2 km;
  • di mettere a sistema tutte le ciclabili esistenti creando una rete di collegamenti in grado di servire tutti i nostri quartieri, anche quelli extra-GRA e dell’ex Municipio IX che, invece, non vengono coinvolti dal progetto della ciclabile della Tuscolana;
  • di valorizzare le nostre bellezze archeologiche e diventare un volano per il commercio e il turismo.

Le motivazioni sopra esposte sarebbero sufficienti per realizzare l’Asse degli Acquedotti anche a costi più alti della ciclabile sulla Tuscolana, ma in realtà il progetto del Settimo Biciclettari è estremamente più economico, sia in termini assoluti (costo complessivo dell’opera), sia in termini di costo a chilometro e soprattutto in termini di recupero dell’investimento per la collettività dal punto di vista dei benefici attesi.

A distanza di un anno dal nostro primo grido di allarme, chiediamo ancora una volta all’Amministrazione di fermare questo sperpero di denaro pubblico che provocherà solo disagi e nessun beneficio tangibile per i cittadini.

 

 

Margherita Hack, la biciclettara

Inquinamento, mobilità, Trasporto pubblico, Vivo SOSTENIBILE

Due dei maggiori problemi del nostro mondo supertecnologico, ma anche di tutto il pianeta, sono l’inquinamento e la crescente richiesta di fonti energetiche. Una propaganda per una maggior diffusione della bicicletta come normale mezzo di trasporto e non solo come svago potrebbe dare un grande contributo alla soluzione di un problema che mette in pericolo la nostra salute e addirittura la vita sulla Terra.

Le nostre città diventano sempre più estese, sottraendo spazio alla campagna e all’habitat naturale di tanti animali. […]

Da ciclista “verde” ho sempre sentito come molto importante il problema dell’ambiente, che è strettamente legato alla legalità, e giorno e notte, soprattutto di notte, mi capita di rimuginare tutti i discorsi e i problemi sollevati dagli intervistatori.

Come dovrebbe essere una città moderna rispettosa dell’ecosistema e dei suoi cittadini? Cosa dovrebbe fare un sindaco lungimirante? Io credo che si dovrebbe favorire la costruzione di metropolitane leggere, di superficie, per colmare le lunghe distanze fra i paesi limitrofi, o le periferie, e il centro cittadino. Bisogna allestire poi spazi per le biciclette dei passeggeri che sono affezionati al loro mezzo e non amano usarne uno pubblico, in modo che possano utilizzarle in città.

Prevedere comunque anche biciclette comunali ai capolinea dei mezzi pubblici (intermodalità n.d.r.), su cui chi vuole possa trasbordare per gli spostamenti cittadini. […]

Naturalmente chiudere completamente ampie aree centrali ad auto e motorini, costruendo ampi parcheggi – possibilmente gratuiti, o con abbonamenti economici per i pendolari -, al confine con la zona demotorizzata. Scuole, fabbriche e uffici di nuova edificazione dovrebbero sempre prevedere spazi per parcheggiare le biciclette. […]

Ma non basta: le piste ciclabili dovrebbero costituire una rete capillare come lo sono oggi le autostrade. […]

A tutto questo un sindaco rispettoso dell’ambiente dovrebbe aggiungere una maggiore attenzione alla conservazione del verde esistente e un forte incremento di nuovi alberi, invece di abbatterne alcuni secolari, come spesso succede, per far posto alle macchine.

Questo scriveva nel 2011 l’astrofisica e biciclettara Margherita Hack (Firenze, 12 giugno 1922 – Trieste, 29 giugno 2013).

Grazie, cara Margherita, per aver avvicinato la scienza alle stelle e l’uomo alla terra.

Dario Piermarini

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Settimo Biciclettari a Presa Diretta (Rai 3)

Asse Acquedotti, Inquinamento, mobilità, Mobilità romana, Parco degli Acquedotti, Trasporto pubblico, Tusco-lane

Riccardo Iacona, nella puntata del 8/1/2018, affronta nel suo programma Presa Diretta il tema della mobilità sostenibile. Lo fa partendo dalle best-practice europee per arrivare ai modelli virtuosi dell’Italia come la bicipolitana del Comune di Pesaro. Iacona racconta come la bicicletta possa rilanciare l’economia e il turismo, migliorare la nostra qualità di vita e svelare la bellezza dei nostri centri storici ora ricoperti da un tappeto di automobili.

Impossibile non parlare di Roma, una delle città più belle del mondo e con un patrimonio artistico e archeologico da fare invidia ad ogni Nazione. Come sta messa la Capitale sul fronte della mobilità? Decisamente male e lo dicono tutte le più importanti associazioni che si occupano di mobilità sostenibile. Lo dice Legambiente, Salvaiciclisti, tante associazioni di categoria e lo dice anche il Settimo Biciclettari. Purtroppo l’attuale Amministrazione non sta affrontando con il coraggio che aveva promesso il cambiamento di passo sul tema della mobilità: lo dimostra il collasso del trasporto pubblico e le opere controverse già realizzate o in via di realizzazione come il tunnel di Santa Bibiana o il progetto di una  bike-lane di appena un paio di chilometri sulla Via Tuscolana.

Nel frattempo, progetti di qualità e di grande impatto come l’Asse degli Acquedotti del Settimo Biciclettari, restano chiusi in un cassetto nonostante l’interesse dei cittadini (che l’hanno fatto nascere dal basso) e quello della stampa, come testimonia questo servizio di Riccardo Iacona sull’Asse degli Acquedotti.

In questo video la parte della trasmissione in cui si parla del Settimo Biciclettari:

 

In bici alla Villa dei Sette Bassi

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Sabato 23 e domenica 24 Settembre il Parco Archeologico dell’Appia Antica apre finalmente al pubblico la Villa dei Sette Bassi. Una occasione straordinaria per visitare quella che è una delle ville romane più grandi del suburbio.

Seconda solo alla Villa dei Quintili, tanto da essere ritenuta una città a sé stante, il toponimo di Sette Bassi, conosciuto fin dall’Alto Medioevo, deriva da Settimio Basso, prefetto sotto l’imperatore Settimio Severo e possibile proprietario della villa. Il sito tuttavia risale all’epoca di Antonino Pio e fu abitato fino all’inizio del IV Secolo, e mantenuto con altri restauri per altri due secoli (fonte Wikipedia n.d.r.).

L’area archeologica è molto vasta e si estende tra Via Tuscolana, Via di Capannelle, Via Lucrezia Romana e il deposito della Metro A.

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Molte le iniziative messe in campo dal Parco Archeologico dell’Appia Antica e l’Archeomitato in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio.

Il Settimo Biciclettari ha organizzato una passeggiata che partirà dal laghetto del Parco degli Acquedotti per arrivare alla Villa dei Sette Bassi dove ci uniremo agli altri gruppi della visita guidata gratuita. Grazie al Parco Archeologico dell’Appia Antica, potremo accedere dal cancello che si trova in Via di Capannelle, a pochi metri dall’Asse degli Acquedotti.

Vi ricordiamo che, per l’occasione, sarà aperto anche l’Antiquarium di Via Lucrezia Romana, raggiungibile agevolmente in bici sempre attraverso l’Asse degli Acquedotti , uscendo dal Parco degli Acquedotti e prendendo Via di Lucrezia Romana.

L’appuntamento per chi si muove in bici è domenica 24 Settembre alle 10,30 al Laghetto del Parco degli Acquedotti.

Info sull’evento:

https://www.facebook.com/events/1774610839234287/

 

 

 

Ground Zero della mobilità sostenibile

Asse Acquedotti, mobilità, Mobilità romana, Trasporto pubblico

Esattamente un anno fa, il Settimo Biciclettari e tutte le realtà romane che si occupano di mobilità sostenibile, erano state convocate nel primo incontro della Commissione Mobilità appena insediata.

Da parte di tutte le Associazioni c’era la voglia di creare un confronto costruttivo con la nuova Amministrazione che si era spesa in campagna elettorale in maniera così decisa a favore della mobilità sostenibile. All’incontro erano presenti, per la neo Giunta, Il Presidente della Commissione Stefàno, il consigliere Calabresi e l’Assessora Meleo.

Ricordo lo stupore di noi partecipanti quando, a seguito di ogni intervento delle realtà territoriali venute da tutta Roma, c’era la replica di un membro della Commissione che puntualmente superava le istanze dei cittadini e degli utenti della strada.

Ad ogni progetto di mobilità sostenibile nato dal basso come l’Asse degli Acquedotti veniva contrapposto un progetto ben più ambizioso che avrebbe posto in essere la neo Giunta pentastellata. Noi poveri attivisti, per la prima volta, non ci ritrovavamo più di fronte ad una Amministrazione matrigna con cui scontrarsi ma ad una fata buona a cui chiedere 10 per avere 100.

E così quelle poche energie civiche messe in campo per costruire dei progetti di mobilità sostenibile a basso costo venivano spazzate via di fronte alla promessa di bike-sharing, velostazioni e bike-lane come se piovesse. E’ passato un anno, la pioggia non è arrivata dal cielo e neanche le promesse che erano state fatte quel caldo 31 agosto di un anno fa. La nomina del Bike Manager, Paolo Bellino, ufficializzata proprio in occasione di quel primo incontro e salutata da molti attivisti come una rivoluzione per la mobilità romana, in realtà è durata pochi mesi senza produrre risultati e non si conoscono ancora le reali motivazioni delle dimissioni.

Possiamo dire di essere stati un anno fermi? No. Siamo tornati, in realtà, indietro. Quel 31 Agosto del 2016 è una sorta di Ground Zero della ciclabilità romana. Le promesse elettorali fatte di una mobilità nuova in linea con i livelli europei ha creato degli attriti all’interno di tutte le associazioni tra chi riteneva possibile raggiungere questo obiettivo con un unico balzo grazie ad una nuova Amministrazione “amica” e chi, al contrario, continuava a richiedere più pragmaticamente la salvaguardia delle progettualità esistenti, senza dover andare ogni volta a reinventare la ruota (della bicicletta). Il progetto del GRAB, la sua estensione attraverso l’Asse degli Acquedotti, il regolamento per le affissioni pubbliche con il bike-sharing e tanti altri progetti portati avanti con fatica e tenacia dalle associazioni erano (e sono) la strada giusta per affrontare il tema della mobilità sostenibile a Roma. Si è preferito, invece, affossare volutamente queste progettualità e con esse si è spento l’entusiasmo che le alimentava. Perché chiedere con forza un tracciato ciclo-pedonale che passa nei parchi se qualcuno promette chilometri e chilometri di bike-lane in tutta Roma? Se ti prometto di trasformare Roma in Amsterdam perché devi accontentarti di Roma con qualche ammennicolo in più?

Un anno è passato e di questi chilometri di bike-lane promessi non si è visto neanche un centimetro ma chi conosce bene questa città sa che è del tutto normale. Roma non è stata costruita in un giorno e neanche la sua mobilità cambierà così rapidamente. Servono progetti concreti, serve fare educazione stradale, serve migliorare il trasporto pubblico e serve mettere a sistema tutte queste cose. Questo richiede competenze, investimenti e tempo: tutte cose che sono mancate finora.

Non si tratta di muovere critiche nei confronti della Sindaca Raggi perché a valutare il suo operato – anche sul tema della mobilità – spetterà ai cittadini. Questo è un appello a tutte le realtà associative, Settimo Biciclettari in primis, per ritrovare quello spirito critico, antagonista cioé di una forza che si oppone allo status quo della mobilità romana. Rimettiamo un attimo un attimo i piedi a terra, ritroviamo le nostre vecchie strade e torniamo a ripercorrerle.

Un caro saluto,

Dario Piermarini
  Coordinatore del Settimo Biciclettari
  twitter: @viibiciclettari

Asse degli Acquedotti visto dall’alto

Asse Acquedotti, mobilità, Parco degli Acquedotti, Tecnologia

In occasione dell’Appia Day alcuni biciclettari del Settimo si sono prestati ad alcune riprese dall’alto mozzafiato. Grazie all’impiego di droni, abbiamo iniziato a realizzare alcuni video che mostreranno l’Asse degli Acquedotti, la ciclovia ideata dal Settimo Biciclettari, in tutta la sua bellezza.

Claudio

Lottiamo per un futuro sostenibile e riscriviamo una nuova mobilità, al passo con i tempi e con le sfide dei nostri tempi. La chiamiamo “nuova” per far riflettere che l’attuale modello di trasporto basato esclusivamente sul trasporto privato è un modello vecchio; non siamo noi ad affermarlo ma i Paesi che sono all’avanguardia dal punto di vista sociale, economico e tecnologico. La nuova mobilità è innovazione, significa impiegare nuovi strumenti intelligenti e integrarli tra loro per creare una smart-city.

Per questo il Settimo Biciclettari ha sempre utilizzato le tecnologie più avanzate collaborando con realtà come ad esempio wecity , la prima app che premia chi si muove in maniera sostenibile.

Ora, per farvi assaporare il piacere di pedalare lungo l’Asse degli Acquedotti, abbiamo chiesto a SMAUG di realizzare un video in alta risoluzione fatto con un drone. Ringraziando Daniele Pepe per la regia, gli effetti speciali e il supporto tecnico vi lasciamo a queste immagini spettacolari:

Association VII° Biciclettari from SMAUG on Vimeo.

Dario Piermarini

Il mistero della tomba dei Cento Scalini

Asse Acquedotti, Eventi, mobilità, Parco degli Acquedotti, Parco di Tor Fiscale, Vivo SOSTENIBILE

Molto alta la partecipazione all’evento organizzato dal Settimo Biciclettari, l’Associazione “La Torre del Fiscale” e il Parco Regionale Appia Antica per la visita alla tomba dei Cento Scalini all’interno del Parco degli Acquedotti e l’apertura straordinaria della Torre del Fiscale nell’omonimo parco.

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Una ottantina di persone hanno sfruttato la bellissima giornata per andare con il Settimo Biciclettari alla scoperta dei tesori del nostro Parco. Due gruppi, uno a piedi e uno in bici, sono andati prima alla ricerca di uno dei luoghi più carichi di mistero del Parco degli Acquedotti: la tomba dei Cento Gradini. Un ipogeo sconosciuto anche ai più assidui frequentatori del parco, attualmente non accessibile e preservato da una struttura in cemento completamente anonima che ne cela l’esistenza. La visita è stata condotta da Pasquale Grella dell’Ente Parco che ha illustrato le origini storiche e anche geologiche di questa zona alle pendici dei Castelli.

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Pasquale Grella

Dalla tomba dei Cento Gradini i due gruppi (a piedi e in bici) si sono mossi in direzione del Parco di Tor Fiscale sfruttando l’Asse degli Acquedotti, la dorsale ciclo-pedonale pensata dal Settimo Biciclettari.

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Anche in questa occasione, molte persone hanno scoperto per la prima volta questo passaggio ciclo-pedonale che collega i parchi tra loro e ne hanno ben compreso le potenzialità che si eleverebbero al quadrato (e al Quadraro) se la realizzazione dell’Asse degli Acquedotti si combinasse con quella del GRAB, il Grande Raccordo Anulare delle bici.

Come Settimo Biciclettari riteniamo che la realizzazione dell’Asse, secondo le priorità individuate dal progetto, sia l’opera primaria per la mobilità sostenibile nel Settimo Municipio e per Roma. Le migliaia di persone che ogni anno fruiscono dell’Asse degli Acquedotti sia per godere della bellezza dei nostri parchi, sia come direttrice di mobilità dolce dell’area Sud-Est di Roma, impongono un investimento strutturato e ben pianificato su questo Asse, mettendo in sicurezza i punti individuati nel biciplan del Settimo Biciclettari.

L’evento si è concluso al Parco di Tor Fiscale dove, grazie all’interessamento dell’Associazione “La Torre del Fiscale” e la disponibilità del Parco Regionale dell’Appia Antica, è stata aperta in via straordinaria la Torre del Fiscale, consentendo a tutti i partecipanti di ammirare questa meraviglia:

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La Torre del Fiscale (interni)

Le altre foto dell’evento sono disponibili sulla pagina Facebook del Settimo Biciclettari che vi invitiamo a visitare e a mettere un MI PIACE.

Un ringraziamento speciale a Gloria Mazzamati dell’Associazione “La Torre del Fiscale” onlus, a Roberta Trenti di Demetra onlus per l’ospitalità presso il Casale di Tor Fiscale, all’Associazione Gazebike che ha fornito le bici a noleggio, all’Ente Regionale Parco Appia Antica (in particolare Francesca Mazzà per la comunicazione e Pasquale Grella per la visita), la Soprintendenza Parco Archeologico Appia Antica, la Sovrintendenza Capitolina e il VII Municipio Roma Capitale.

Con entusiasmo continuiamo a lavorare per una nuova mobilità nella nostra città.

Grazie a tutti i partecipanti!

Dario PiermariniCoordinatore del Settimo Biciclettari

 

 

Bike-lane su Via Tuscolana

Asse Acquedotti, GRAB+, Tusco-lane

Lo scorso 29 Marzo Paolo Bellino, bike manager di Roma Capitale, ha pubblicato su facebook (ne presumiamo l’ufficialità n.d.r.), l’elenco di alcuni interventi, 26 per l’esattezza, che riguarderanno opere per la mobilità sostenibile per il Comune di Roma.

Nella mappa seguente la rappresentazione grafica degli interventi:

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Elaborazione di Daria Qu pubblicata sul gruppo #Salvaiciclisti

Con rammarico osserviamo brandelli di ciclabili e bike-lane senza una visione d’insieme, così come sempre accaduto con le Amministrazioni precedenti e come sempre denunciato in queste pagine. L’unica opera che risponde anche visivamente ad un criterio di mobilità è il GRAB – Grande Raccordo Anulare delle Bici (in rosso nella mappa), progetto che però sta vivendo i suoi alti e bassi, osteggiato in tutti i modi nella sua realizzazione.
Una nota territoriale: nel VII Municipio è stata prevista la realizzazione della bike-lane sulla Tuscolana anziché l’Asse degli Acquedotti del Settimo Biciclettari, nonostante gli impegni presi dall’attuale Amministrazione a favore della ciclovia ideata dalle associazioni e dai comitati di quartiere del VII Municipio. La bike-lane sulla Tuscolana non è soltanto inutile e costosa ma per pochi metri non si collega al GRAB, cosa che invece era possibile con l’Asse degli Acquedotti.
Sarà interessante comprendere, una volta realizzata questa opera da 350 mila euro:
1) come verrà affrontato il discorso dei parcheggi e della riduzione di carreggiata che, senza un piano concreto di mobilità alternativa – al momento inesistente – , rischia di far collassare il traffico già ora critico di una delle arterie più congestionate di Roma;
2) come si eviterà che la bike-lane non venga aggredita dalla sosta selvaggia (vedi parcheggi doppia-tripla fila e furgoni #mutandari);
3) come si potrà arrivare a Cinecittà in sicurezza per chi viene da Romanina, Tor Vergata, Osteria del Curato, Statuario-Capannelle, Morene, Ciampino, Anagnina e tutto il quadrante Sud-Est;
4) come si potrà proseguire oltre la bike-lane, una volta che si avrà di fronte la salita del Quadraro su sede non protetta;
5) last but not least, quanto costerà realizzare in un secondo momento quei pochi metri per collegarla al #GRAB , collegamento che con l’Asse degli Acquedotti avrebbe portato in dote a costo zero.

Si fa molta difficoltà a vedere un disegno complessivo a livello romano ma di sicuro per la mobilità del VII Municipio è un colpo di spugna che cancella il lavoro fatto dal basso con le Associazioni, i Comitati di Quartiere e i cittadini in questi anni. Il nostro auspicio è che si torni a parlare dell’Asse degli Acquedotti, così come indicato nelle Linee Programmatiche del VII Municipio, utilizzando i fondi messi a disposizione per la bike-lane della Tuscolana.

Un saluto,

Dario PiermariniCoordinatore del Settimo Biciclettari

La spesa a km zero per la sostenibilità

Vivo SOSTENIBILE

Il Passamano è un’associazione che si propone di salvaguardare le produzioni agro-alimentari tradizionali del nostro territorio mettendole a disposizione del consumatore finale.
Sceglie i prodotti attraverso una selezione attenta a standard qualitativi, nutrizionali e di
tradizione, che non punta necessariamente al prezzo più basso ma – saltando tutti gli intermediari – allinea i costi con quelli di un normale supermercato.
Non viene operato un ricarico sul prezzo e questo permette ai produttori di sviluppare il loro lavoro. Loro potranno investire sul territorio e più risorse favoriranno:

  • il recupero del dissesto idrogeologico;
  • la diminuzione della disoccupazione;
  • l’aumento del controllo sul territorio;
  • l’aggregazione sociale e la difesa delle tradizioni.

Metodi e materie prime antiche ma vive nella quotidianità, non solo cimelio turistico o etnografico.
La spesa a Km0 per la sostenibilità, senza essere dogmaticamente per la decrescita ma pensare più pragmaticamente all’efficienza. E’ necessario superare la logica della GDO che, per cercare il prezzo migliore, obbliga le derrate alimentari a spostamenti attraverso l’Europa e a volte globali. Il passamano raccoglie direttamente dalle mani del produttore e consegna a domicilio evitando gli spostamenti individuali.

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L’Associazione vuole rendere efficiente un sistema già esistente. Oltre al fatto che molte aziende non sfruttano a pieno le loro potenzialità, per circa duemila anni il Lazio ha sfamato egregiamente Roma anche senza frigoriferi o mezzi di trasporto moderni. L’obbiettivo è connettere domanda e offerta che sono già sul territorio.
Il sito e-commerce www.ilpassamano.it offre uno sbocco semplice per agricoltori, artigiani e allevatori già oberati ogni giorno dalle loro mansioni, questo permette loro di focalizzarsi
maggiormente sul processo produttivo, lasciando all’Associazione la manutenzione del sito e le attività promozionali, come degustazioni o distribuzioni materiali pubblicitari e della logistica.
Il Passamano effettua le consegne con un furgone o con mezzi più piccoli ma la consegna in bicicletta sarebbe la soluzione migliore da molti punti di vista: traffico, parcheggio, inquinamento, flessibilità. L’Associazione si rivolge al Settimo Biciclettari per ricercare dei volenterosi in possesso di una bici che – previo accordo sulle zone di consegna e sul rimborso – effettuino le consegne ogni sabato tra le 10 alle 14, nei luoghi comunicati il giovedì precedente.

Se interessati, scrivete a settimobiciclettari@gmail.com e vi metteremo in contatto con l’Associazione.